Turbo nuovo: l’alberino si muove? Niente paura!

Recentemente abbiamo pubblicato un video dove abbiamo mostrato il “gioco” radiale dei turbocompressori tradizionali.

Alcuni clienti ricevono i turbocompressori e, toccando l’alberino sulla punta, riscontrano un certo movimento del componente che ci contestano. Per fugare ogni timore abbiamo mostrato nel precedente video come questo “gioco” si palesava in vari turbo nuovi originali sia Garrett che Mitsubishi e Borgwarner KKK. ( https://www.youtube.com/watch?v=w888AvlIHTE )

Come spiegato nel precedente filmato i turbo tradizionali sono montati su bronzine flottanti: le bronzine si muovono sull’alberino e non sono tarate per avere gioco nullo. Lo stesso “gioco” è riscontrabile quando la bronzina viene inserita nel corpo centrale. Perchè sono presenti questi “giochi”? Bisogna sapere che un alberino raggiunge delle velocità molto elevate, basti pensare a come oggi sia stata ampiamente superata la soglia dei 250000 giri al minuto. Per poter sostenere questi movimenti e velocità, la cosa più intelligente, economica ed affidabile è stata quella di adottare le bronzine flottanti: nello schema riportato in video cerchiamo di spiegarvi il concetto.

La bronzina (disegnata in rosso) ha dei passaggi dell’olio (in nero) al suo interno. Tramite questi passaggi si riempie di olio lo spazio tra il corpo centrale e la bronzina. All’interno della bronzina viene inserito l’alberino: questi due componenti sono anch’essi separati dall’olio. La bronzina naviga (“flottante” appunto) tra questi veli di olio: è importante che questi veli non si rompano mai: portata e pressione olio non devono ridursi, pena il contatto della bronzina ed il conseguente grippaggio. Nei turbo come quello schematizzato l’ingresso dell’olio si divide generalmente in tre parti. La parte a condotto più grande andrà a lubrificare la ralla reggispinta, sistema che frena il movimento assiale dell’albero e che lavora tramite anelli su veli d’olio. L’olio oltre alle funzioni di lubrificazione e raffreddamento, presenta un’altra importante proprietà, la reattività meccanica, che evita tramite pressioni il contatto tra anelli e ralla. Abbiamo infine due canali di ingresso che portano olio ad una “mono” o “doppia” bronzina flottante – i veli d’olio ottenuti, per quanto spiegato sopra, permettono al rotore di rimanere sospeso senza contatti. Il contatto meccanico avviene solamente all’avviamento motore od al suo spegnimento, quando la pressione decade e il rotore, per inerzia, continua a girare andando ad usurare le bronzine. Questi sono gli unici casi in cui un turbocompressore sano può avere usura – altrimenti evitata grazie ai veli d’olio. Per quanto detto sopra è facile comprendere quindi come sia normale riscontrare un certo “gioco” dell’alberino – sconsigliamo di forzare troppo durante questa operazione di verifica manuale. È fondamentale caricare bene il circuito dell’olio quando si effettua il primo avviamento per creare le condizioni ideali di sospensione nell’olio dei componenti ed evitare così contatti e grippaggi.

Il gioco assiale e radiale di un turbo è quello che fa la vera differenza fra un prodotto originale ed uno alternativo. Il dominio della conoscenza delle tolleranze, che unite fra loro determinano il gioco, è la reale proprietà intellettuale di chi costruisce, i valori delle lavorazioni devono essere perfetti e devono sposarsi fra di loro al fine di generare un gioco ben definito grazie al quale il turbo avrà maggiore o minore vita. In questo caso possiamo scherzosamente dire che il gioco non è “un gioco”!

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Articolo a cura di PSGP
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